CITTADINI VIRTUOSI E NERI SCOREGGIONI

Non si può correttamente considerare come un discorso da parvenu, quello contenuto nell’ultima amaca di Michele Serra (V. La repubblica del 17 maggio 2015 https://triskel182.wordpress.com/2015/05/17/lamaca-del-17052015-michele-serra/ ), poiché è parte di una prassi abbastanza diffusa, anzi direi prevalente, di adesione ai cosiddetti valori dominanti.

pulizie milano

L’elogio, con richiesta di medaglia al valore, per la ripulitura dei muri imbrattati della Milano post manifestazione anti expo, non è l’atto di un nuovo arrivato nella scalata sociale, pronto a mettersi in mostra per ostentare un fortunoso arricchimento (probabilmente il soggetto in questione, pur non rivendicando maggiori emolumenti per se, dall’alto del suo superiore capitale culturale, giudica iniqua la sua remunerazione). Non è neanche la riflessione di un nuovo arrivato mentre si fa carico dei valori d’ordine delle vecchie classi borghesi (rappresentate da quell’odiatissimo Berlusconi e da quei triviali ricconi, pieni di soldi, ma moralmente e culturalmente inferiori rispetto ai suoi pari).

no expo

 

Esso è nello stesso tempo una riconferma della presa di distanza rispetto alla rumorosa scoreggia in pubblico fatta dai black bloc, espressione di gruppi sociali destinati alla sconfitta (con i quali il nostro non pensa di aver a che fare)  e la ripetizione ossessiva del vecchio disegno “sinistrorso”.  In esso sono previsti castigati contestatori criticare provvedimenti o pratiche del ceto politico e gli elzeviristi di professione pontificare giudicando questo o quell’aspetto della questione, il tutto finalizzato alla costituzione di una rappresentazione sociale della realtà capace di rafforzare il capitale simbolico della comunità dei gauchisti nostrani.

L’aspetto tragicomico dell’amaca in questione è che l’invito a prendersi cura gratuitamente delle cose della città in un contesto come quello dei postumi di una manifestazione, oltre a ricordare la cura per l’arredo del G8 di Genova che ossessionava, in quei lontani anni, i pensieri del Cavaliere, non tiene proprio conto di uno dei più comprensibili oggetti di contestazione di quella manifestazione. Il noto elzevirista de La Repubblica non ha minimente riflettuto sul fatto che la rabbia sociale per salari da fame si infiamma in modo esplosivo quando l’invito a prestazioni gratuite si fa sempre più pressante e sta diventando pratica sempre più diffusa ed opportunisticamente programmata. Queste sperticate lodi per il civile comportamento dei cittadini milanesi, contrapposto alla rozza e fracassona asocialità dei neri, trascurando la realtà di super sfruttamento oggi incombente e la protervia di chi non dissimula neanche un po’ le proprie posizioni nelle quali il potere si condisce con privilegi e ruberie più o meno legalizzate, sono senza dubbio parte di un discorso dominante. Questo discorso che pone i riflettori esclusivamente sulle differenze di comportamento agisce come tentativo, neanche tanto dissimulato di naturalizzare la differente “cultura” dei diversi attori e surrettiziamente di glorificare il lavoro “disinteressato” dei buoni cittadini. In questo modo viene definita la correttezza e virtuosità della prassi attesa e sanzionata come deleteria quella antagonista e soprattutto rafforzato il consenso intorno ad una realtà fortemente violenta, classista e dominata da ogni tipo di prevaricazione, ma che è assai prodiga di considerazione per chi, come il nostro amico (si fa per dire), difende con i denti del politicamente corretto il proprio capitale simbolico.

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INGORGHI E PRESEPI

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8 gennaio 2014

Di ingorghi, per uno che si fa chiamar “gorghi” ce ne sono di diversi tipi: c’è quello stradale, quello venoso, quello istituzionale, quello linfatico e quello intellettuale, ma oggi quello che più  ha interessato gli ambienti politici e della cosiddetta: “opinione pubblica”  è quello umanitario  intorno al capezzale di Pierluigi Bersani. http://www.huffingtonpost.it/cerca?q=ingorgo+umanitario&s_it=aolit-huffpo-htV1

Nelle ore immediatamente successive al ricovero in ospedale dell’ex segretario del PD  i  commentatori politici si sono prodigati, in buona parte ad ingorgare le agenzie d’informazione per tentare di rimarcare una cornice di fair play all’interno dell’ambiente politico – istituzionale. L’azione, che, probabilmente come gran parte delle altre, era tesa a rimanere esclusiva del castello, avrebbe dovuto sondare la disponibilità di gran parte degli attori del sistema, ma posti su diversi fronti (berlusconiani e grillini, per intendersi) ad un minimo di dialogo deontologicamente garbato. La cosa sembrava riuscire, il noto “vafanculista” Grillo, avendo tempestivamente aderito all’iniziativa, aveva scatenato  la pioggia di messaggi di augurio per l’illustre paziente. Sfortunatamente il meccanismo ha trovato un intoppo esterno che ha rischiato di oscurare l’auspicato ingorgo. Alcuni villanzoni, probabilmente parenti di Tommasino Cupiello, quello che non amava il presepe del padre (V. in una delle più divertenti scene http://www.youtube.com/watch?v=Af-u48lEc8w ) hanno cominciato a sfogarsi ed ingorgare il web di insulti

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ed auspici avversi al neo paziente, proprio come il loro illustre predecessore nella succitata scena. Immediata la reazione dei maîtres à penser di casa nostra si è scatenata in un ingorgo di riprovazioni per i discoli iettatori, e proprio come lo zio del bamboccione eduardiano hanno tentato qualche rimedio. Sulla sua quotidiana “amaca” de La Repubblica il noto paladino del ceto medio di sinistra Michele Serra, con un breve articoletto http://www.vip.it/michele-serra-lamaca-del-7-gennaio-2014/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=michele-serra-lamaca-del-7-gennaio-2014 redarguiva i beceri scrivani tacciandoli di incontinenza meteorica ed immancabilmente di allergia alle buone pratiche culturali, ricordandoci che uno come Bourdieu avrebbe fatto una vita grama con questi difensori della concezione carismatica ed elitaria della cultura – fattore di distinzione.

In mattinata l’intera trasmissione radiofonica “Tutta la città ne parla” di Radio3 della RAI http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-14d05015-ede3-453b-aa64-f2862404612a.html  è stata dedicata alla scostumatezza del “popolo lasciato libero di pensare e, soprattutto di agire” di fronte ai microfoni e soprattutto attraverso il web.  A prescindere dalle generiche  e scontate conclusioni di una argomentazione che si è scagliata contro: la maleducazione, l’ignoranza e la villania, il dipanarsi dei dialoghi non ha potuto altro che mostrare l’affanno dei protagonisti nei confronti delle pratiche culturali contemporanee. Speriamo che lo sforzo abbia accontentato le intenzioni autoassolutorie ed autoincensatorie di attori sempre più isolati nel sostenere che “è bello o presepe”. Non vorremmo doverlo apprezzare per forza.