Attiviste di Femen

Alla terza riproduzione del filmato riguardante la contestazione di Berlusconi, da parte di attiviste Femmen (quello del sito della Repubblica  http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/elezioni-2013-berlusconi-contestato-da-attiviste-di-femen-in-topless/120487/118970), e quindi sbollita la rabbia per immagini così volgari, mi viene spontaneo guardare il comportamento di alcuni attori.

Considerando mister B. un destinatario mancato della contestazione (un obiettivo le ragazze lo hanno centrato, mister B. scompare subito dalla scena senza aver mostrato cerone, dentatura e finta capigliatura) lo spettacolo vede solo tre soggetti agenti: le ragazze, i militi della forza dell’ordine del cosiddetto Stato Democratico Italiano ed il pubblico. Le prime riescono parzialmente nel loro intento poiché soverchiate dalle democratiche misure dei secondi,  riescono  solo ad urlare contro Berlusconi ed a deviare l’attenzione. I militari con zelante e energica iniziativa non tengono in nessun conto di quel bistrattato valore che vede gli uomini ( e donne) tutti uguali e,  con prontezza necessaria in molte altre circostanza, ripiombano indietro di più di cento anni atterrando le giovani inermi.

Il terzo attore è quello più interessante da osservare: senza pensare lontanamente a difendere le ragazze e, con loro quei valori che sostengono essere scritti nella Santa carta costituzionale, la buttano in politica gridando slogan contro Mister B. Capisco la brutalità minacciosa degli agenti, ma il dubbio che la situazione sia stata giudicata “normale”, “scontata” mi rimane. Anche l’articolo di Elena Rosselli su “Il fatto quotidiano” (che condivido in buona parte), rimandando a provvedimenti  di un futuro governo democratico, riafferma la logica della delega che di botte ne ha salvato poche. Dobbiamo avere il coraggio di dire che la reazione che ci si aspettava, anche da quei giornalisti e fotografi, era quella di bloccare gli agenti e di farli scusare con le ragazze per aver perpetrato l’unica vera azione violenta. I tutori dell’ordine repubblicano hanno reagito così violentemente e prontamente perchè sapevano che la loro azione non solo non poteva trovare argini altrettanto violenti, ma anche perchè si sentivano “naturalmente” legittimati ad agire. Se le persone del pubblico avessero reagito con altrettanta violenza nei confronti dei poliziotti quanti le avrebbero difese?

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