L’identità politica

Identificarsi = Considerarsi uguale (Grande Dizionario Italiano HOEPLI di GABRIELLI ALDO Dizionario della Lingua Italiana

Chi votando la destra si identifica con Berlusconi o Monti fa come chi comprando una 500 si sente un costruttore automobilistico come Marchionne.

Chi votando la sinistra si identifica con Bersani o Vendola o Ingroia fa come quel paziente che facendosi curare da Veronesi si sente un luminare della medicina.

elezioni 2013 provincia di Imperia

Elezioni 2013 provincia di Imperia, breve analisi del voto: se guardiamo i voti in provincia di Impeia:
Aventi diritto 171.448, non votanti 48109 (28%) + nulle e bianche 3950 = 52059 (30 %); Grillo 40763 (24%); totale brutti sporchi e cattivi 98222 (57%).
Berlusconi 28.713 (17%); Monti 9.609 (6%); totale destre di varia caratura 38.322 (22%).
 Bersani 22484 (13%) Ingroia 2204 (1%) la se-dicente sinistra 24688 (14%) è un po’ scarsa.

Attiviste di Femen

Alla terza riproduzione del filmato riguardante la contestazione di Berlusconi, da parte di attiviste Femmen (quello del sito della Repubblica  http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/elezioni-2013-berlusconi-contestato-da-attiviste-di-femen-in-topless/120487/118970), e quindi sbollita la rabbia per immagini così volgari, mi viene spontaneo guardare il comportamento di alcuni attori.

Considerando mister B. un destinatario mancato della contestazione (un obiettivo le ragazze lo hanno centrato, mister B. scompare subito dalla scena senza aver mostrato cerone, dentatura e finta capigliatura) lo spettacolo vede solo tre soggetti agenti: le ragazze, i militi della forza dell’ordine del cosiddetto Stato Democratico Italiano ed il pubblico. Le prime riescono parzialmente nel loro intento poiché soverchiate dalle democratiche misure dei secondi,  riescono  solo ad urlare contro Berlusconi ed a deviare l’attenzione. I militari con zelante e energica iniziativa non tengono in nessun conto di quel bistrattato valore che vede gli uomini ( e donne) tutti uguali e,  con prontezza necessaria in molte altre circostanza, ripiombano indietro di più di cento anni atterrando le giovani inermi.

Il terzo attore è quello più interessante da osservare: senza pensare lontanamente a difendere le ragazze e, con loro quei valori che sostengono essere scritti nella Santa carta costituzionale, la buttano in politica gridando slogan contro Mister B. Capisco la brutalità minacciosa degli agenti, ma il dubbio che la situazione sia stata giudicata “normale”, “scontata” mi rimane. Anche l’articolo di Elena Rosselli su “Il fatto quotidiano” (che condivido in buona parte), rimandando a provvedimenti  di un futuro governo democratico, riafferma la logica della delega che di botte ne ha salvato poche. Dobbiamo avere il coraggio di dire che la reazione che ci si aspettava, anche da quei giornalisti e fotografi, era quella di bloccare gli agenti e di farli scusare con le ragazze per aver perpetrato l’unica vera azione violenta. I tutori dell’ordine repubblicano hanno reagito così violentemente e prontamente perchè sapevano che la loro azione non solo non poteva trovare argini altrettanto violenti, ma anche perchè si sentivano “naturalmente” legittimati ad agire. Se le persone del pubblico avessero reagito con altrettanta violenza nei confronti dei poliziotti quanti le avrebbero difese?

ELEZIONI 2013

A tutti i benpensanti che voteranno partiti di sinistra o giù di lì, perché ce l’hanno con Mister B. dedico questo passo del compianto Bourdieu, morto più di 11 anni fa.
L’habitus della piccola borghesia
L’habitus della piccola borghesia (“frazione dominata della classe dominante”) è caratterizzato ad esempio dall’osservanza di un certo conformismo nei comportamenti, dalla ricerca ansiosa di autorità e di modelli di condotta, in breve da “un insaziabile desiderio di regole”, che sottopone la vita quotidiana a una disciplina rigorosa. Tali disposizioni sono in contrasto con l’ethos degli strati più alti della borghesia (“frazione dominante della classe dominante”), caratterizzato da un rapporto con il mondo e il sé che “supporta e autorizza tutte le forme manifeste o nascoste di certitudo sui: grazia, casualità, facilità, eleganza, libertà, in una parola “naturalezza”Pierre Bourdieu (1979) La Distinction. Critique sociale du jugement. Paris: Minuit. Tr. it. Bologna: il Mulino, 1983.
 
E,visto che questa volta c’è anche un Grillo, ma non solo, sempre citando il grande Pierre in un’intervista:
BOURDIEU: i partiti politici stessi sono degli strumenti di esercizio della violenza simbolica. (una forma di violenza che possiamo chiamare “dolce” e quasi invisibile in cui un agente, ad esempio lo stato, non si serve tanto di una disciplina coercitiva, intesa come forma brutale ed esteriore del potere, ma vive anche “dentro” di noi, nella forma di categorie mentali sanzionate “statualmente” e acquisite nel processo educativo come un insieme unitario di credenze e di strutture mentali, attraverso le quali costruiamo e interpretiamo il mondo sociale)(nota mia) 
INTERVISTATORE: Tutti i partiti?
BOURDIEU: In forme diverse, tutti.
INTERVISTATORE: Anche i partiti cosiddetti populisti?
BOURDIEU: Appunto, il populismo è particolarmente interessante, perché esso ha due modi di sfruttare la dominazione simbolica, ovvero gli effetti della dominazione simbolica. Si possono sfruttare questi effetti in modo innocente, come fanno i partiti comunisti, o socialisti, tradizionali; questi partiti richiedono che il loro portavoce si esprima nella lingua standard, in conformità alle norme linguistiche ufficiali, che parli politicamente di politica, e cioè gli chiedono di “parlare politicamente” al posto di coloro che non hanno gli strumenti per parlare politicamente della politica, contrariamente a quel che ho detto poco fa. E certo questi portavoce esercitano una violenza proprio in quanto danno voce alla gente, quindi non si sa se usano le parole che pronuncerebbero quelle persone comuni se avessero la parola. In altri termini, nel migliore dei casi il delegato, chi si presenta come porta-parola della gente che non ha la parola, commette una usurpazione, più o meno importante, approfittando del silenzio provocato dalla violenza simbolica -del silenzio delle donne della classe dominata, per esempio. Si può parlare al posto di, sostituirsi a, sostituirsi al discorso di [altri]… Ma allora la soluzione populista è terribilmente viziosa, perché essa consiste nel mimare la parola popolare, e dunque a dare una soddisfazione -ma una soddisfazione a mio parere del tutto illusoria- alla parola popolare.